Prima di cominciare questo post, vorrei premettere che io mi astengo con cura dal bestemmiare, per quanto personalmente la trovi un'attività divertente e potenzialmente istruttiva (specie se condita di ragionamento), di fronte a persone che credono con sincerità.
Però, chi usa la religione come una clava per fini politici (per fare qualche esempio: Casini, Ratzinger, Ahmadinejad, la Westboro Baptist Church, diversi rabbini integralisti) secondo me non merita questo rispetto, perché è il primo a degradare la sua religione a mera arma politica.
Per me dire "porca Madonna", non ha ovviamente senso: "Madonna" per tutti è una cantante già notoriamente libertina, per alcuni è anche una donna di nome Maryam vissuta duemila anni fa e che dunque sicuramente, se pure fosse stata "porca" allora (ma in che senso poi? Solo per aver avuto una relazione extraconiugale con il soldato romano da cui sarebbe nato Gesù?), oggi è quintessenza di polvere. Checché ne dicano alcune religioni (per esempio il cattolicesimo), che l'hanno trasformata in una dèa e come tale venerata.
Alla luce di questo, è chiaro che qualcuno sarà offeso quando si dice "porca Madonna". E tuttavia, non si può transigere: è necessario avere la libertà di dire "porca Madonna". E' parte della democrazia, sia pure magari non la più esaltante. Cerco di ricapitolare i principali motivi per cui la bestemmia non deve essere sanzionata:
1) Argomento degli infiniti credi religiosi: perché gli integralisti possono riempire il web di odio contro tutto e tutti, e io non posso semplicemente ribadire il mio credo in un dio-suino con una mamma altrettanto suina? Chi è che ha deciso che è lecito credere in un dio-agnello, ma non in un Dio-suino? Per esempio, perché il dio-agnello è previsto da una "grande religione" e il dio-suino no? Ma allora è tutta una questione di chi ce l'ha più grosso (il numero di fedeli)? Chiaramente non può essere così, perché tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, lo dice la Costituzione.
2) Argomento della reciproca tolleranza: essa non esiste per le religioni positive. La Dominus Jesus ce l'ha insegnato: solo la chiesa cattolica, in base alla dottrina cattolica, dispensa la salvazione. Anche ciascuna setta di protestanti ritiene di essere l'unica a detenere le chiavi della Salvazione. E i musulmani ritengono che il cristianesimo e l'ebraismo siano forme di rivelazione incomplete e dunque inferiori alla loro. Sono tutte enunciazioni offensive gli uni per gli altri, che però nessuno dei preti, imam e rabbi si astiene dal dirle per paura di offendere l'altro. Perché dunque solo gli atei dovrebbero vedersi negato il diritto di critica alle religioni, in nome di una tolleranza che i diversi cleri si guardan bene dal praticare?
3) Argomento dell'illimitatezza dei credi: se ogni credo ha uguali diritti davanti alla Legge, non sarebbe più lecito dire nulla. Frasi come "schiaccia quella mosca" o "Mi da due etti di macinato di maiale" farebbero inorridire i seguaci del Sai Baba e gli ebrei/musulmani. Mentre gli indù potrebbero querelarti se ti scappa detto “porca vacca”. Con il proliferare delle religioni, non ci sarebbe più la possibilità di dire niente.
4) Argomento della dignità delle argomentazioni: forse "porca Madonna" non viene ritenuta una critica particolarmente articolata. Ma quando autorevoli preti cattolici bollano gruppi di cittadini come "servi del demonio" o demoni essi stessi, fanno forse critiche più ragionevoli e serene? No, additano all'odio dei loro seguaci una parte della popolazione che liberamente esprime le proprie idee, il che è ancora più grave, perché qualche esaltato potrebbe poi decidere di usare la violenza.
5) Argomento della maggioranza: per qualcuno “democrazia” è il diritto della maggioranza di regolare per legge la vita di tutti in ogni singolo aspetto, partendo dal sesso della persona di cui ti innamori ai film che puoi vedere in tv. Ma in cosa è diverso dalla Repubblica Islamica iraniana, a parte che il dio in cui si crede non si chiama Allà? Se la maggioranza stabilisse democraticamente che bisogna ammazzare tutti gli ebrei e/o i gay, sarebbe ancora una democrazia?
Insomma, è chiaro che o si abolisce del tutto la libertà di parola, o si abolisce il reato di blasfemia. A suo tempo mi schierai CONTRO le vignette "sataniche" con un post che fu assai criticato da molti sedicenti "liberi pensatori".
Come si concilia quella mia presa di posizione con questa?
Facile: passato quel polverone, in tante altre occasioni i sedicenti strenui difensori della laicità dello Stato che avevano borbottato contro gli islamici intolleranti si sono rapidamente ritrasformati in integralisti bigotti quando si trattava di limitare l'intolleranza delle fedi di appartenenza (per esempio, in Italia, il cattolicismo politico di Ratzinger).
E dunque, in quel caso credo di aver avuto ragione, opponendomi ad una rivendicazione che di principio sarebbe stata corretta, perché sapevo che sarebbe stata vigliaccamente usata come una clava per colpire i più deboli: i musulmani d'Italia, in gran parte immigrati e dunque ricattabili.
Anche nel sito UAAR, pieno di liberi pensatori che ce l'hanno a morte con le religioni, compaiono molti commenti razzisti ("cacciamoli a calci nel sedere") nei confronti degli "islamici" visti come un tutto indifferenziato, mentre i preti cattolici e il papa ben pochi pensano di cacciarli dal paese!
Desta pensieri, dunque, come la destra neofascista riesca a strumentalizzare persino i liberi pensatori nel tentativo di creare un capro espiatorio per trasformare la società in senso antidemocratico.
E dunque, l'unico assunto realmente democratico e liberale resta quello storico: "Non condivido ciò che dici, ma darei la mia vita perché tu fossi libero di dirlo", cioè la difesa INTEGRALE della libertà di parola come patrimonio irrinunciabile delle società democratiche.